Descrizione
(Minozzo di Villa Minozzo - Reggio Emilia, 29 luglio 2026). Domenica mattina (2 agosto), a ottantadue anni dall’eccidio dell’estate del 1944, la comunità minozzese, e non solo, si radunerà all’antica pieve per commemorare le vittime del rastrellamento nazista che insanguinò il paese per diverse giornate, tra la fine di luglio e i primi di agosto.
Al ritrovo, in programma per le 10.15, faranno seguito lo schieramento del picchetto militare, a cura del comando dell’Emilia Romagna, e il saluto di Elio Ivo Sassi, sindaco di Villa Minozzo e presidente provinciale dell’Associazione liberi partigiani italiani. Fra le autorità saranno inoltre presenti Alessio Mammi, assessore regionale, e Caterina Minutoli, vice prefetto vicario di Reggio Emilia.
Dopo gli onori militari e un omaggio floreale al monumento ai caduti, alle 11 sarà celebrata la messa nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, che verrà officiata dal cappellano militare dell’accademia di Modena, don Marco Falcone, e da don Evandro Gherardi, arciprete.
“Ci ritroviamo a ricordare questi martiri - afferma il primo cittadino - a pochi mesi dalla solenne celebrazione in cui, nella scorsa primavera, è stata consegnata al gonfalone del nostro Comune la medaglia d’argento al valor militare. È stato così ufficialmente riconosciuto il sacrificio della popolazione di Minozzo durante i tragici fatti della seconda guerra mondiale. La decorazione si aggiunge a quella conferita nel 1951 per l’eccidio di Cervarolo del 20 marzo 1944”.
Sarà pure rievocata la figura del ventenne francese Jean Dabrinville, “che era stato arruolato dai nazisti come autista - racconta Sassi - ma che, alla prima occasione, era entrato nella Resistenza ed era stato inviato a combattere in montagna. Fu fucilato a Ponte Sponda di Razzolo, poco dopo La Pioppa, lungo la via principale per Villa, il 30 luglio, dove, nel 2016, è stato posto un cippo alla sua memoria. Nelle ore successive fu pure ucciso dai soldati germanici il minozzese Osvaldo Caselli, ventidue anni, studente di medicina. Caporale dell’esercito, era da poco entrato nelle formazioni delle Fiamme verdi”.
Termina il sindaco Elio Ivo Sassi: “Durante il rastrellamento tedesco, oltre ai giovani Dabrinville e Caselli, persero la vita, il 4 agosto, fucilati in prossimità del cimitero, altri quattro abitanti di Minozzo, Luigi Milani, Davide Albertini, Riziero Albertini e Carlo Attolini; inoltre Armando Dallari e Leonildo Dallari di Maro, in comune di Castelnovo Monti. Nel corso delle giornate precedenti, dal 30 luglio al primo agosto, sempre in zona, erano stati trucidati altri minozzesi, Vittorio Martinelli, Giuseppe Razzoli, Antonio Marazzi, Pellegrino Antichi, Lealdo Croci e Telesforo Costi, oltre a Nello Cotti di Carniana e ad Italina Vacondio di Reggio Emilia”. La lapide riporta infine i nomi di tre persone catturate negli stessi frangenti e poi decedute in luoghi di deportazione: Guido Tacchini, Pietro Farioli e Florindo Farioli.
Alla manifestazione, che è indetta dal Comune e dall’Associazione liberi partigiani italiani (curatrice dell’organizzazione e del cerimoniale) e che sarà accompagnata dalle note musicali del corpo bandistico di Villa Minozzo, hanno inoltre aderito la Provincia, l’Unione montana, l’associazione partigiana Anpi, la Federazione italiana volontari della libertà (cui Alpi-Apc fa parte), l’Associazione carabinieri, la locale Croce verde e l’istituto Istoreco.
Alleghiamo volantino dettagliato della manifestazione.
La cittadinanza è invitata a partecipare numerosa a questa importante ricorrenza.

